martedì, febbraio 24, 2009

carta_defilippi

Sanremo 2009: il televoto soppianta la canzone d'autore. Il Festival della canzone fan club

E a Sanremo 2009 vince il pupillo della De Filippi. Marco Carta, come per incanto da 'Amici' a trionfatore dell'Ariston. Che Sanremo sia ringiovanito non c'è dubbio, forse una buona scorta di pannolini sarebbe l'ideale, specie in consierazione del fatto che l'osannazione del giovanisimo Carta è avvenuta ad opera di ragazzine tra le medie e le superiori. Con l'edizione 2009, in pratica, si è detto addio alla canzone d'autore per la canzonetta da fan club, per questo non poteva non vincere un AMICO. Nulla da dire per la conduzione del poliedrico Bonolis e della sua storica spalla Laurenti. Una coppia da sempre vincente e non solo in tv. Forse, e azzardo un forse, la nota stonata del Festival 2009 è stata la presenza dlla vera regina della televisione italiana, Maria De Filippi. Sia ben chiaro che non ho nulla contro la show woman più eclettica e fortunata della TV made in Italy, ma sapete a noi giornalisti è difficile che ci passa una mosca sotto il naso e noi facciamo finta di nulla. E' noto a tutti che i programmi televisivi condotti dalla De Filippi ppaertengono per la maggior parte al pianeta talent scouting, per cui sono gestiti e presentati in modo tale da creare dal nulla (è il caso di dirlo) gente che poi apparterrà al mondo dello spettacolo.  Avrebbe, penso, fatto lo stesso effetto se al posto della De Filippi ci fosse stato Lele Mora, ad esempio. Francamente, e spero di sbagliarmi ovviamente, quello di Marco Carta è stato un successo telefonato (espressione gergale che cade come il cacio sui maccheroni). Canzoni molto più belle ce ne erano basta pensare al grande sucesso di Povia e alla melodia d'autore di Sal Da Vinci. Sicuramente nell'era dei telefonini e dei jeans portati al di sotto dei genitali, Marco Carta diviene il simbolo di un sogno troppo grande per entrare in in singolo casetto.

postato da: rola alle ore 18:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, febbraio 06, 2009

dipietro folliaAntonio Di Pietro: Sgrammaticon in libertà

Oramai il cianuro della politica italiana continua a mietere vittime e a vilipendiare il dibattito democratico ed il quieto e civile vivere sociale. Dopo aver dato del mafioso al presidente della Repubblica, e del nazista al presidente del Consiglio dei ministri, Antonio Di Pietro geterebbe in galera ogni Italiano disposto a compromessi pur di sopravvivere. Mai come in questo caso la legge della zappa calza tanto sovrana tra e zolle ed i solchi del fertile Molise.

postato da: rola alle ore 08:19 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, dicembre 21, 2008
pulcinellaL'immagine più realistica di Napoli: il pulcinella
Tomo tomo, cacchio cacchio, ma soprtutto solo e sconsolato il pulcinella napoletano 2008. E' crisi, crisi profonda, un taglio verticale che ha sventrato le tradizioni, la festa, la stessa napoletanità. E come recita un ritornello perso nel dimenticatoio del tempo che fugge: "Rriman' è NAtale, ma nun teng' e renar' maccat'o o giurnal e me vach' a cuccà...".
Chi meglio di questa immagine sisntetizza questo adegio, frutto di una realtà immutata ed immutabile che ci rende tutti un po più tristi, ma in fin dei conti soddisfatti di esserci ancora?
postato da: rola alle ore 16:01 | Permalink | commenti (2)
categoria:
sabato, dicembre 06, 2008
de magistrisDe Magistris il sostituto scomodo ai potenti
Occhi sgranati, viso pallido, verve ammutolita, l'ex inquisitore delle mani sporche d'Italia ha ritrovato se stesso nel filone dell'inchiesta 'Why Not' del collega calabrese Luigi De Magistris. L'Italia dei Valori inizia scricchiolare sotto i colpi della propria stessa presunzione. Le inchieste del sostituto 'ribelle' fanno tremare i palazzi del potere; una specie di 'mani pulite' da quarta repubblica che già ha mietuto vittime eccellenti tra cui il blasonatissimo barone della politica campana Mastella. Ma chissà quanti altri nomi avrà nel suo cilindro il magistrato catanzarese, e chissà se riuscirà a proferirne altri.
postato da: rola alle ore 07:35 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, novembre 29, 2008
gelminiIl DL Gelmini sa per diventare legge: Fiat lux
...della serie: muoia Sansone e tutti i filis dei... E' ancora troppo poco quello che ha fatto la sensualissima ministra. Via dalle università italiane la casta baronale, le pastoie burocratiche e lo stuio orientato e monocolore.
Anche noi un tempo abbiamo studiato all'Università e ci siamo laureati con sacrifici e sangue, ma noi siamo e restiamo i fratelli minori dei coatti 68ini che con le proteste e le molotov non solo si sono laureati ma hanno anche affollato la classe dirigente attuale tanto che per noi non c' è e non ci sarà spazio in un prossimo futuro. Apparteniamo a 'color che son sospesi', perchè nati alla metà degli anni 60, quindi impossibilitati a fare la storia e destinati ad esser nulla nella storia. In questo caso, in un mare magnum di ignoranza istituzionale pubblica e privata, nel crogiuolo del sindacalismo militante e della ostentata cultura dal 18 politico, Maria Stella Gelmini ci ha reso un po di quella giustizia che nessun altro ci darà.
postato da: rola alle ore 09:13 | Permalink | commenti
categoria: