“Cerreto Sannita (BN), sempre più patria dello sragionamento e delle contorsioni verbali?. Agriart: una stupida polemica. Quando la ragion politica perde il lume”.
(Riflessione pubblicata sul quotidiano on line www.valtelesinanews.com e su questo Blog)
La replica del prof. Franco Gismondi e la risposta di Rosario Lavorgna
Caro Rosario,
dopo il tuo approfondimento del 27.09.04 su V@ltelesinanews, consentimi una breve, serena e doverosa replica. La stima che ho sempre avuto nei tuoi confronti e la certezza della tua onestà intellettuale mi garantisce che leggerai fino in fondo queste brevi note, con animo sgombro da preconcetti: il manicheismo infatti, che spinge molti avversari del Blocco a considerarci sempre e solo degli incapaci, disfattisti e nemici dell’interesse comune; quel manicheismo che fa dimenticare o addirittura fa apparire negativo quel che di buono è abbiamo realizzato, è tipico delle persone di bassa cultura o delle persone in malafede, e tu non appartieni né all’una né all’altra di queste categorie. Non mi aspetto di convincerti, perché sei circondato da tante sirene al cui canto è difficilissimo rimanere obiettivi, ma quanto meno mi aspetto un attimo di riflessione da parte tua. Non mi aspetto neppure la pubblicazione in una pagina facilmente accessibile ai lettori di V@ltelesinanews (l’eventuale pubblicazione in un link riposto, difficile da trovare anche per chi ne conosce l’esistenza, equivale alla non pubblicazione, anzi rappresenta una mancanza di rispetto per chi scrive).
Ma veniamo ad Agriart di Cerreto Sannita.
Senza parlare dell’opportunità o meno di organizzare una rassegna simile, o analoga, oppure somigliante ma non uguale (non foss’altro per l’afflusso di pubblico!) ma certamente contemporanea al primo fine-settimana della Sagra dei Funghi di Cusano, vanno tuttavia ricordate le firme che circa quattrocento cittadini di Cusano Mutri hanno raccolto per protestare contro la manifestazione cerretese. Va anche ricordato che l’amministrazione di Cusano Mutri, in passato, ha fissato a fine aprile la sua sagra di primavera, proprio per evitare la contemporaneità con la Sagra del Virno di Cerreto, programmata per la fine di maggio. Ma questa è una “polemicuccia da bar” sulla quale non è il caso di insistere, come non è il caso di insistere su VALTELESIA, l’unione di ben nove pro loco della valle telesina che, tra l’altro, ritennero opportuno evitare la contemporaneità di manifestazioni dello stesso genere. Del resto ha ragione il sindaco di Cusano Giuseppe Maturo quando, in visita agli stand di Agriart di Cerreto, rimarca che “la rinomata sagra cusanese, oltre a durare molte albe in più dell’Agriart, è pure tutta una altra cosa” (cfr. V@ltelesinanews). Certo che è tutta un’altra cosa: è arricchita da numerose mostre, da percorsi turistici, da visite guidate; è pubblicizzata a livello nazionale su tutti i mass media; è gratificata da decine di migliaia di visitatori; attiva un notevolissimo flusso di denaro.
E’ vero, caro Rosario, che, come tu affermi, l’amministrazione Gagliardi è stata “ipermetrope”, cioè ha saputo vedere lontano, riguardo alla ceramica. L’amministrazione Gagliardi ha infatti avuto la lungimiranza di valorizzare questo settore, nel quale ha visto possibilità di sviluppo ed opportunità occupazionali. I risultati si sono visti e si vedono sia in termini di aumento del prestigio e del numero di botteghe ceramiche, sia in termini del notevole incremento del fatturato e dell’indotto. Per quanto riguarda le altre e prestigiose produzioni locali invece tu affermi che è stata “presbite”. Intendi dire cioè che ha visto lontano? (oppure volevi dire “miope”?, cioè che non riesce a vedere lontano?). A parte l’eventuale errore nell’indicare i disturbi della vista (errore giustificabile in chi non è esperto del settore), è opportuno ricordare qualcuna delle iniziative messe in piedi dall’amministrazione Gagliardi per sostenere e promuovere l’intera economia Cerretese, in tutti i settori produttivi.
Nell’anno 2000 furono assegnati agli artigiani “locali comunali ove poter lavorare ed esporre i propri lavori in legno, pietra, intaglio, ricamo, uncinetto, pittura, addobbi, mosaico, lavori in ferro battuto ecc. per contribuire alla crescita della comunità cerretese” (delibera di G.C. 94/2000). I locali, nella centralissima piazza S. Martino, rappresentano un’ottima vetrina per far conoscere ai turisti la splendida produzione locale. L’iniziativa, con il nome di “Mostra Permanente dell’Artigianato e dei Prodotti Tipici” ha riscosso e riscuote notevole successo di visitatori.
Nelle edizioni del 2000 e del 2002 della Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea, insieme alle opere dei ceramisti sono stati allestiti gli stand degli artigiani della pietra, legno e ferro, oltre a quello dell’Istituto d’Arte con le sezioni legno e tessitura (tu dovresti anche averne documentazione fotografica digitale, se ben ricordo). In tal modo tutti i settori dell’artigianato hanno avuto la prestigiosa vetrina della Biennale per mettersi in mostra.
Stand di artigianato locale erano presenti anche in occasione dell’Anno Intermedio della Biennale ed in varie edizioni di Presepiarte.
La manifestazione “Città della Domenica”, organizzata dal quotidiano “LA REPUBBLICA”, abbinata alla Presentazione dei Vini Rossi della Campania, curata dall’Associazione Turismo del Vino, ha proposto degustazione e vendita di prodotti tipici alle migliaia di visitatori provenienti da tutta la Campania. In quell’occasione, oltre all’esposizione dei manufatti delle botteghe cerretesi che operano in tutti i settori dell’artigianato, si poteva anche vedere all’opera Federico Barbieri, intento a proporre ai visitatori tutte le fasi della lavorazione del ferro battuto. Mi ricordo che la manifestazione, oltre che sui giornali, trovò spazio anche su V@ltelesinanews, con più di un articolo, anche a tua firma. (A proposito, potrebbe essere interessante per i tuoi lettori poter accedere con pochi, facili click, all’archivio del quotidiano telematico da te diretto).
La manifestazione Maggio Gastronomico, pubblicizzata anche da giornali a diffusione nazionale, è nata proprio per promuovere i prodotti tipici della nostra cucina, e, nonostante sia ancora alle prime edizioni, riscuote già un buon successo (basta chiedere ai ristoratori).
La Sagra del Virno propone, oltre al virno “re dei pascoli d’altura”, anche i nostri prodotti artigianali ed enogastronomici.
Probabilmente avremmo potuto fare molto di più nella promozione e valorizzazione dell’artigianato e dei prodotti tipici cerretesi, avremmo potuto dichiarare “guerra ai poveri” ed organizzare un mercatino dell’antiquariato l’ultimo sabato di ogni mese (non saremmo entrati in competizione con S. Lorenzello perché il Mercantico dura “due albe” mentre il nostro sarebbe durato un solo giorno). Avremmo potuto inventarci “Una Passeggiata Enogastronomica nella Storia”, da tenersi in tutti i fine settimana di settembre e nell’ultimo fine settimana di ottobre. Questa manifestazione avrebbe potuto prevedere la valorizzazione, con degustazione, di prodotti tipici offerti lungo il percorso turistico di “Una Passeggiata nella Storia” e nei pressi delle botteghe artigiane di ferro battuto, pietra, legno. Non saremmo entrati in competizione né con Solopaca, né con Massa di Faicchio, né con Cusano Mutri, né con Civitella Licinio, perché la nostra sarebbe stata una cosa diversa sia dalla Sfilata dei Carri Allegorici, sia dalla Sagra Enogastronomica, sia dalla Sagra dei Funghi, sia dalla Sagra delle Castagne. Abbiamo scelto invece di non “dichiarare guerra ai poveri” e di non creare manifestazioni simili a quelle che, contemporaneamente, già si svolgono nei paesi limitrofi. Nel passato, approfittando del passaggio delle macchine e dei camper diretti alla sagra dei funghi di Cusano abbiamo promosso Cerreto dando ai turisti i depliant con la piantina e le notizie sulla nostra Città d’Autore e il calendario delle nostre manifestazioni.
Caro Rosario, anche noi amiamo Cerreto, e facciamo di tutto perché progredisca. Però siamo convinti che il progresso di Cerreto non può e non deve prescindere dal progresso dell’intera Valle del Titerno, perchè nessuna comunità locale, da sola, è in grado di raggiungere buoni risultati. Lavorando invece tutti insieme si può portare la nostra zona a quei livelli di eccellenza che le risorse umane e naturali di cui è ricca le consentono ampiamente.
Sempre con stima ed immutata fiducia nella tua onestà intellettuale,
Franco Gismondi
Cerreto Sannita 29 settembre 2004
LA RISPOSTA DI ROSARIO LAVORGNA
Egregio Franco,
innanzitutto faccio ammenda dell’errore commesso, cosa che mi ha portato a cambiare la dizione da “presbiopia” ad “acuta miopia”. Ti ringrazio di avermi fatto notare l’errore, anche perché parlare di indotto creato ed averne perso le tracce è cosa assai discordante, specie se quell’indotto di cui si parla non è stato fruibile dall’intera collettività.
Ti ringrazio anche di essere intervenuto in questo mio modestissimo approfondimento che non ha alcuna velleità di critica globale, ma si limita ad osservare le cose da esterno, da Laurentino, cioè ‘Cacanuzzo’ fiero e amante della propria realtà con tutti i limiti e tutti i problemi annessi e connessi.
Se pensi che le mie parole siano state dettate da sirene soggiogatrici, sei fuori strada, si vede che non mi conosci affatto. Quello che sono, quello che faccio e quello che penso lo devo solo ed esclusivamente agli insegnamenti di un personaggio famoso, importante, brillante, presto dimenticato dalla società: Michele Lavorgna, mio padre, il mio unico maestro di vita e di professione che il buon Dio ha voluto strapparmi 17 anni or sono. Non mi sento di indicare altri maestri, o “sirene” come le chiami tu che forgino o stiano forgiando le parole che escono dalle mie labbra e dalla mia penna.
Ritornando alla riflessione su Agriart, nella speranza di essere stato chiaro e nell’aver sgombrato il terreno da facili deduzioni in ordine all’appartenenza politica o ideologica, passo a commentare brevemente (meriterebbe una più lunga analisi) la tua riflessione.
A Cerreto Sannita, ribadisco, la ragion politica ha perso completamente il lume, tanto da contrapporre persino le idee di sviluppo che non hanno nulla a che vedere con la faida politica e la contrapposizione ideologica.
Ma di questo evidentemente nessuno se ne rendo conto. Non è mai bene né male ciò che fa l’uno o ciò che fa l’altro se il tutto è condito di insuperabile astio personale che conduce a pubblicare riflessioni su giornaletti con vocazione da gossip che ignorano l’uno per esaltare l’altro a seconda del vento e delle circostanze.
A questo proposito voglio sottolinearti una mia riflessione fatta qualche settimana fa ad Amalfi nell’ambito di un convegno di categoria sulla comunicazione istituzionale regolata dalla legge 150/2000. In quell’occasione, invitato ad argomentare dal presidente dell’ordine regionale su “Politica, Enti locali e Comunicazione”, ho avuto modo di far riflettere i tanti amministratori presenti nel parterre sul senso della ragion politica e della ragion partitica in seno a tante scelte di carattere amministrativo e sociale. L’esempio portato al vasto pubblico, in una maniera delicatamente celata, è stato proprio la bella città sannita di fondazione, dove il rancore, l’odio viscerale in alcuni casi e la mera ragion politica ha diviso persino le strade, e in questo caso i due corsi principali; omologando esercizi commerciali, bar e luoghi di ritrovo. Non parlando delle occhiate in cagnesco e delle viltà verbali che durante l’ultima tornata elettorale hanno colpito anche il sottoscritto. A questo punto mi sono chiesto, rivolgendo la domanda anche ai tanti rappresentanti di categoria presenti al convegno, quale potrebbe essere la comunicazione istituzionale che deriverebbe da una circostanza sociale tanto penosa e inflessibile.
La società cerretese, come quella dell’intera valle telesina ha a disposizione ben due quotidiani locali, dei quali l’uno si occupa quasi esclusivamente di vendere più copie possibili, l’altro cerca di fare una cernita quotidiana degli eventi da sottoporre all’opinione pubblica perché troppo grosso e importante per occuparsi di vendere giornali. Il motus trainandi di quella che io chiamo politichetta da bar e l’arcinota area editoriale dei Riceviamo e Pubblichiamo, sezione destinata solo ed esclusivamente, a quanto sembra, ai personaggi di gradimento . In questa sezione l’uso della mitragliatrice pesante è d’obbligo, come è d’obbligo, o almeno dovrebbe esserlo per legge, il diritto di replica cercando di sostituire la mitragliatrice all’obice.
Tutto ciò, se da una parte può far sorridere il popolo e far riflettere sugli “attributi” dell’uno e dell’altro, dall’altro canto disorienta la società in merito ad una faida tribale (perché sinceramente non trovo altro termine per definirla) che invece di unire disgiunge, che invece di portare sviluppo, crea solo contrapposizioni anche familiari o se si vuole di clan.
Puoi dirmi tu il contrario? Se per te è diverso provamelo! L’informazione che conosco io, e quella che mi hanno insegnato a fare si poggia sulla realtà, sulla documentata circostanza, su quel feeling personale e professionale che unisce una società e chi deve esportarla all’opinione pubblica.
Mi spiace aver dovuto ricevere da te una risposta corredata da delibere di Giunta Municipale perché è proprio su questo che si adagia la contrapposizione più forte e di parte sull’operato di uno o dell’altro. Non è in questo modo, presentando dall’una e dall’altra parte conti di sviluppo ed azioni amministrative dirette a zonzo che si giunge ad una concreta realizzazione civile, sociale ed economica. Non è “bacchettando” l’uno o l’altro politico locale, come svilendo e vilipendiando l’immagine di politici nazionali che si giunge a quella sinergia di sforzi e di intenti affinché non solo Cerreto, ma l’intera valle possa godere di ciò che gli spetta di diritto.
Ma è evidente che il sottoscritto pecchi di un idealismo demodè, non abituato a considerare gli ingranaggi che giacciono al fondo di ogni azione amministrativa, come quelli che portano centinai di cittadini ad apporre firme per ribellarsi ad un qualcosa che nemmeno conoscono, o di cui hanno ricevuto un indottrinamento parziale.
Concludo ringraziandoti per la stima e l’onestà intellettuale che mi attribuisci e salutandoti cordialmente.
Rosario Lavorgna
San Lorenzello, 30.9.2004




