Regionali 2005 tra fitte nebbie, latitanze ed il solito ed incomparabile do ut des. Evviva la politica: merce compratore e venditore allo stesso tempo.
L'indecente spettacolo delle candidature per le regionali della prossima primavera ci frastorna e ci disorienta. Le cortine di ferro dei due poli sembrano essersi sgretolate, così come i sogni comuni di andare d'amore e d’accordo. Le primarie in Puglia hanno messo in ginocchio la Gad, mentre in Campania sarebbero proibitive, visto l'effetto 'via col vento' di Mastella che, a quanto pare, con lo stesso vento rientrerà presto nei ranghi. Un fatto è certo, al di là dell'illusionismo politico: nella prossima primavera sapremo, finalmente, se è terminata o meno l'era Berlusconi. Il centro sinistra tenterà il botto, a mò di colpo di grazia all'attuale maggioranza. Da parte sua il centro destra sta cercando di parare alla meglio, cercando almeno di non perdere ulteriori consensi che, nei vari collegi parlamentari sono oramai ridotti al lumicino. Potrebbe sembrare assurdo ma è proprio così. Archiviato ormai da tempo immemore il trionfo individuale del 2001 i parlamentari campani di maggioranza ostentano una latitanza quanto meno ambigua. È evidente che, sgretolatesi le velleità elettorali e ottenuto l'agognato rendiconto, hanno pensato bene di dileguarsi con il favore della fitta nebbia calata sulla competizione regionale. E questo è un altro motivo per cui l'elettore medio andrà a votare sulla scorta di ciò che gli si promette e non certo perchè ci ha capito qualcosa. Questo modus sembra essere, non solo il più accreditato, ma il più conveniente. Il bello della politica è proprio questo: essere merce, compratore e venditore allo stesso tempo.




