giovedì, febbraio 17, 2005
 Giuliana Sgrena: nel video fatto recapitare ad una agenzia di stampa a Baghdad il terrore di una donna prigioniera dei suoi stessi ideali.

Quanto si possa essere schiavi e vittime delle proprie idee, non ci era mai parso tanto chiaro come lo è stato nel caso della giornalista inviata de il Manifesto, Giuliana Sgrena, divenuta, suo malgrado, l'oggetto, la "merce di scambio", di un ennesimo e vilipendioso attacco politico al nostro Paese, al nostro governo, ad ognuno di noi singolarmente. L'orrore umano insito in quel video, mostrato più volte su tutte le frequenze mondiali è un segno inequivocabile di quanto possiamo essere o diventare succubi del disegno terroristico di destabilizzare il pianeta a causa dell'odio viscerale contro gli Usa, contro l'imperialismo, contro le sanguisuga del petrolio e contro il nuovo capitalismo post globalizzazione. A nulla è servita a Giuliana, la sua lunga militanza nelle strade, al servizio della verità, di una realtà irachena raccontata da pacifista convinta e da cronista scrupolosa. Ma è evidente che il disegno politico delle frange terroristiche, che come oramai si sà hanno un solo dio: Bin Laden, non è solo la necessità fisiologica di portare il caos in una società irachena già tanto provata dalla guerra, ma irradiare i cuori dell'Islam d'odio razziale, genetico nei confronti di un occidente reo di esistere. E' questa poi la finalità ultima del gioco terroristico, quella stessa finalità che gli Usa conoscono molto bene, comprese tutte quelle nazioni partner a cui, però, sembra sconveniente parlarne apertamente. Che vi siano poi macchinazioni politiche nazionalistiche, nelle scene di terrore insite nei video dei rapimenti, compreso l'ultimo della collega Giuliana Sgrena, questo fin troppo evidente, anche in considerazione del fatto che chi impacchetta queste farse, non solo ha già deciso la sorte dell'ostaggio, ma commette errori troppo grossolani nella tempistica di emissione esterna dei video, tanto da permettersi troppe non chiare concomitanze con adunanze parlamentari su scelte importanti di politica estera. Il caso della Sgrena è stato un po più lampante degli altri, anche se posto maggiormente sul pietismo, sul pathos che quelle immagini potevano causare negli Italiani. Ma gli Italiani non sono più quelli di 50 anni fa, oggi è difficile far piangere gli Italiani, è difficile far loro provare delle emozioni a comando, è difficilissimo, come lo è sempre stato prendere per i fondelli gli Italiani, i quali giudicano, osservano, valutano senza l'ombra del compromesso o della sottomissione alla follia omicida di una piccolissima parte marcia del grande Islam.

postato da: rola alle ore 06:43 | Permalink | commenti
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