Politiche e Amministrative nel Sannio. La saga dei già visti e dei già bollati. Ma cosa s’inventeranno stavolta?
Soliti volti, per solite cose; solite promesse per solite evanescenti illusioni; soliti smaglianti sorrisi per soliti inganni: solite interviste studiate a tavolino, per il solito fumo indirizzato agli occhi. Questa è la campagna elettorale dei soliti volti noti che, nel trascorso quinquennio, si sono dati da fare per conquistarsi l’ambito spazio, l’incarico di prestigio o la fascia tricolore, dimenticando il proprio elettorato, la gente grazie alla quale sono riusciti a salire le scale di Montecitorio o di Palazzo Madama.
In questo clima infuocato, ma solo in apparenza, lo scontro politico diventa macchietta da entrambi i lati con pronostici di vittorie bulgare o cariche texane, in una confusione generale nella quale è divenuto paradossale intravedere programmi, o almeno testimonianze di buone intenzioni.
In regione Campania, saldamente in mano alla sinistra è divenuto un optional capire, tanto è che si va alle urne aggiogati non dalle proprie convinzioni, ma a seconda del rapporto di clientela stabilito. Ciò comporta che, in un territorio mastelliano per vocazione e post comunista per velleità, il professor Prodi prima ed il Sig. D’Alema poi, possono ben dirsi in una botte di ferro.
La Cdl, da parte sua, è intenzionata a ricandidare i paladini del Sannio, pur nella consapevolezza che la grande affermazione del 2001 è un ricordo sbiadito da tempo, soprattutto nelle menti degli elettori che già da qualche anno hanno lasciato speranze e lacrime in molte segreterie politiche.
Gli onorevoli sanniti, nella coscienza di non trovare spazio per le proprie esternazioni propagandistiche sui maggiori quotidiani, hanno affidato a qualche periodico locale le solite manfrine sul grande impegno istituzionale che ha contraddistinto questo ultimo quinquennio come rappresentanti del popolo i seno agli enti decisionali, inviando loro le classiche dichiarazioni da tramutare liberamente in intervista.
Ma una domanda del cronista di turno sembra rappresentare il doloroso bernoccolo che tutti tentano di nascondere o sviare: “Pensa di aver tenuto fede agli impegni assunti con gli elettori del Sannio - e/o - della Telesina?”.
Per questa semplice questio c’è un fuggi fuggi generale. C’è chi si arrampica sugli specchi facendo intravedere infrastrutture che esistono solo nelle intenzioni, come anche istituti di Alta formazione che sono serviti a rendere la società più settoriale di quando l’avevano resa i comunisti; chi getta un timido amo fatto di rivendicazioni di lavori, lotti, viabilità, assi tirreno adriatici e tessile quant’altro di virtuale sia possibile affidare all’incrinatura di un amo; chi continua imperterrito ad urlare “giovani e lavoro, inanzitutto”, avendo nell’ultimo quinquennio fatto esattamente l’opposto, anche in considerazione del fatto che non si è capito cosa intendono gli onorevoli parlamentari quando masticano la parola ‘giovani’; e chi, senza vergogna alcuna, elude la domanda ben specifica dell’aver tenuto fede agli impegni con gli elettori, gettandosi a pesce su iniziative parlamentari di immenso e immacolato prestigio, che nulla hanno a che vedere con le richieste delle migliaia di persone che ogni fine settimana affollano le segreterie politiche, addirittura invitando gli elettori, ed i lettori della rivista, a consultare un sito internet di cui non fornisce nemmeno l’indirizzo. E’ probabile forse che per un lapsus mentis si sia riferito al proprio sito internet istituzionale fermo da due anni.
Ma cosa si è fatto per la gente, per le esigenze del popolo, per le necessita di lavoro di decine di migliaia di giovani, nessuno ne ha parlato, poiché su questo argomento vige il rigore del silenzio, oltre a quello individuale della vergogna.
E’ solo per questo che oggi quel popolo busserà altrove.




