Campagne elettorali bufala nel 2001 come nel 2006. Cos'è la politica in Italia? E'l'arte di illudere gli Italiani. Su questa definizione i due poli concordano.
'Il Giornale' di ieri ha pubblicato un articolo relativo ad una delle vergogne della campagna elettorale diessina del 2001 che servì a permettere la rielezione alla Camera di Massimo D'Alema in uno dei collegi pugliesi. La circostanza riportata dal quotidiano milanese coinvolgeva anche l'industriale Diego della Valle, saltato come mai alla ribalta della cronaca nazionale quotidiana per l'acida contrarietà all'intervento di Berlusconi al summit di Confindustria la settimana scorsa. La vicenda del 2001 riguarda la serrata campagna elettorale DS in Puglia, lì dove, ed esattamente a Casarano, il patron di Tod's e proprietario della Fiorentina calcio promise di investire in terra pugliese con la sua azienda promettendo centanaia di posti di lavoro nell'industria che doveva sorgere proprio a Casarano. Questa promessa di Della Valle, che si disse pronto nel giro di un paio di anni ad assorbire i disoccupati lacoli, fu determinante per la rielezione del leader maximo che tornò a sedere in parlamento proprio grazie a quella mega illusione all'italiana elargita dal noto industriale, e che a tutt'oggi, dopo ben cinque anni, non si è mai concretizzata e non si concretizzerà, come puntualizzato dal quotidiano 'Il Giornale'.
Il blasonato quotidiano milanese nel riportare questa pur vergognosa circostanza figlia dell'evanescenza politica tricolore il cui unico obbiettivo sembra essere quello di carpire la buona fede dei cittadini, dimentica, non si sa quanto volontariamente, che eventi come quello di Casarano sono avvenuti ed avvengono ancora oggi anche in casa Berlusconi. E su questo argomento ci siamo soffermati più volte considerando la disastrosa situazione in cui versa la regione Campania dove la partitocrazia ed il clientelismo politico rappresentano l'unica vera attività produttiva. Il Sannio in maniera particolare visse nel 2001, e di conseguenza durante questa ultima legislatura, la campagna elettorale bufala dei posti di lavoro certi, che però erano strettamente legati all'industrializzazione dell'area geografica.
Bufale elettorali uguali per tutti, dunque, indipendentemente dallo schieramento politico dal quale giungono. Il mancato polo calzaturiero promesso da Della Valle in Puglia, e servito a D'Alema per tornare a Montecitorio, sembra avere le stesse caratteristiche del mancato polo tessile sannita, promesso e stragiurato dai parlamentari di Forza Italia, e mai decollato nell'area industriale di Airola in provincia di Benevento. Anche in questo caso erano stati promessi centinai di posti di lavoro, tanto è che le segreterie politiche hanno trascorso la legislatura a stilare e modificare di continuo liste di assumibili, dando persino la notizia di una imminente collocazione a regime delle varie industrie che compongono il polo tessile sannita.
A tutt'oggi non ci risulta che l'importante polo tessile sia mai stato avviato, con la conseguenza che le centinai di giovani ai quali era stato promesso un posto di lavoro o son dovuti emigrare, come un saggio parlamentare forzista suggeriva ai laureati in maniera particolare, o quegli stessi giovani hanno provato a bussare altrove.
Effetto fotocopia, quindi, del caso pugliese, per Forza Italia, allorquando nel 2001 l'eclatante successo elettorale fu in grossa percentuale subordinato a ciò che era stato promesso.
E' ovvio che la questione polo tessile sannita è stata solo la punta di diamante delle troppe evanescenza della politica di centro destra che ha poi inevitabilmente condotto al declino finale di una idea basata sul motto: "mi sistemo prima io, poi se resta qualcosa ti faccio sapere".
Ma è pur vero che di casi simili ne è piena l'Italia che, mai come ore nella sua storia, è costretta ad esistere solo grazie alle promesse dei politici più che per la forza e la genialità degli Italiani.




