Il governo nella pastoia falce e martello.
C'era da aspettarselo che il governo del professore bolognese iniziasse ben presto a perdere colpi, indice di gradimento e credibilità agli occhi della Nazione.
Quell'accozzaglia poliforme di colori ed ideologie, incollata con un improbabile mastice fatto di convenienze e di mutui accordi, alla fine non ha retto l'urto dell'anti americanismo ed anticapitalismo congenito alle sinistre radicali.
La politica estera sembra essere l'infertile terreno dove il governo Prodi è destinato a confrontarsi in maniera per nulla scontata.
Il rifinanziamento della missione italiana in Afganistan e l'allargamento della base Nato nel nord d'Italia, hanno provocato una frattura profonda all'interno della maggioranza di governo del Paese, lì dove il fronte del "NO senza se e senza ma" sta contribuendo a ridicolizzare l'Italia agli occhi della comunità internazionale.
Gli impegni assunti dal precedente governo Berlusconi con l'Onu e con la Comunità Europea stanno per essere disattesi?
Sicuramente no!
Ci ha pensato il leader 'Maximo' D'Alema a scongiurare questo vergognoso epilogo di legislatura, emanando il suo atto di supremazia nei confronti di alleati troppo turbolenti e per niente allineati all'interesse comune di governare. Troppo "cani sciolti", insomma, che manderebbero alla deriva i sogni di gloria imperiale cari al professor Prodi.
Da quando gli estremisti bertinottiani urlavano nelle piazze "10,100,1000 Nassyria", ne è passata di acqua sotto ai ponti. Peccato che quell'acqua è frutto di un riciclo secolare, tant'è che è diventata putrida.




