venerdì, febbraio 29, 2008

Fausto BertinottiCosa rossa e rissosa: Diliberto, Mantovani e le Cento critiche a Fausto - Diliberto: “Fausto è moscio. Con quello che sta combinando Veltroni avremmo un’autostrada davanti a noi. Ma lui non brandisce la sciabola e neppure il fioretto”.

Il trend politico della sinistra arcobaleno era più che scontato, con un Bertinotti istituzionale che non piace  nessuno a cominciare dai suoi radicali ed estremisti della falce e martello, fino ai Verdi del Pecoraro. Oliviero Diliberto, colui che in bocca non si tiene nulla, specialmente le critiche, lo dipinge come "moscio", in poche parole flaccido difronte agli suporati 'copia e incolla' di PD e PDL. Un Fausto irreversibilmente imborghesito da 20 mesi di presidenza della Camera dei Deputati, non rappresenta più il leader in lotta contro il capitalismo democristiano ed ex, filo americano e imperialista militarista convinto, a distanza di secoli, che la lotta operaia sia ancora una lotta di classe. Ma ciò che non si comprende, viceversa, il quel gran marasma rappreentato dalla sinistra unita (o disunita) nel fondamentalismo di una ideologia comune mancata, è che Bertinotti è in fondo l'unico uomo politico, l'unico comunista, convinto che la lezione statalista russa o cinese sia stata superata dal tempo, dallo spazio e, soprattutto dalle idee.  

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giovedì, febbraio 28, 2008

BERLUSCONI: PRIMA URGENZA I RIFIUTI, POI RIDURRE LE TASSE ...

Intanto la Campania affoga nei rifiuti e De Gennaro: "Non Mollo"


Per dovere di cronaca, di verità ed obietività sui fatti e non certo per mera curiosità, sono andato personalemente in giro a caccia di una normalizzazione nella grande tragedia dei rifiuti a Napoli ed in Campania che non si è mai concretizzata. Gianni De Gennaro ce l'ha messa tutta, e sta continuando a lavorare per superare la crisi, ma lo strappo è troppo profondo, il degrado ha lacerato la società in maniera insanabile e adesso sembra essere sterile la ricerca dei colpevoli. Sono andato a Pozzuoli, la patria del pesce freschissimo, uno dei luoghi più incantevoli dell'enorme baia partenopea, ma quello che ho visto e fotografato l'avrebbe dovuto vedere De Gennaro. Una città strozzata dai rifiuti, dalla puzza insopportabile e da quel degrado civile che oramai ci ha resi famosi nel mondo. Perchè Berlusconi non va a Pozzuoli, a Giugliano, a Pianura, a San Giorgio a Cremano? Perchè il PDL non si fornisce di un bus e fa un giro turistico della Campania che maleodora? Dove si muore lentamente bbandonati da tutti, ma principalmente dallo Stato. Il Reportage su Pozzuoli del 27.02.2008

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lunedì, febbraio 25, 2008

Francesco Rutelli e Walter VeltroniL'abbraccio danzante di Rutelli e Veltroni: un walzer già visto all'ombra del Cavaliere e dello scioperante per antonomasia.

Sembra un passo di walzer questo caloro abbraccio tra il sindaco di Roma dimissionario ed il candidato sindaco della capitale, già ex un po di tutto, compreso di se stesso. Quando Francesco governava Roma i romani erano stanchi e sfiancati dalla sua inerzia politica devota esclusivamente a fare gli occhi dolci alle belle donne. Qaundo governava Walter i romani, che sono piagnoni già di loro, si lamentavano di una città divenuta impossibile da vivere, da capire e da mandare giù. Questo, ovvamente, non lo dico io che non sono nemmeno romano, ma lo dice una ricerca statistica basata sui proclami a mezzo stampa e sull'inerzia a mezzo istituzionale. La cosa buffa in tutto ciò è che il primo si ricandidata a sindaco perchè senza una poltrona con il telecomndo non ci sa stare; mentre il secondo che senza poltrona ci è stato per una vita, si candida a guidare l'Italia, dopo l'esperienza da pic nic in quelle del Campidoglio. Azzavorrato come è dall'espediente radicale a cui a dovuto concedere un mini esercito in parlamento, suppongo che Walter stia facendo gli scongiuri affinchè vinca Berlusconi, che tra le altre cose gli ha promesso che governeranno insieme e con larghe intese.  Che dire? Si salvi chi può...

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sabato, febbraio 23, 2008

beppe_grilloGrillo: «Napoli come il Kosovo, dovete chiedere l'indipendenza»

<<Grillo: napoletani, lo Stato vi ha violentato Chiedete l'indipendenza. Come in Kosovo>>.

Il satiro genovese sarà a Napoli, oggi, al 'MUNNEZZA DAY', una maratona di protesta contro l'emergenza rifiuti che vedrà coinvolti scienziati, studiosi, cittadini ed anche istituzioni. Da mezzogiorno a mezzanotte per riflettere sulle condizioni di una regione messa in ginocchio dal menefreghismo dello stato, dall'incopetenza della classe dirigente e dalla massima corruzione e concussione di chi è stato preposto a gestire il potere. E in effetti forse ha ragione Beppe Grillo quando parla di indipendenza. E' molto probabile che se la Campania fosse stata una regine utonoma tipo la Valle D'Aosta, la questione rifiuti l'avrebbe risolta in 48 ore. Un'altra delle affermzioni del 'Grillo sparlante', ma che ultimamente sta parlando con cognizione di causa e con mirino elettronico sui problemi, è stata scrosanta: «... L'emergenza non è un fatto casuale, va avanti da dieci anni, viene programmata, orchestrata dalle società per azioni, dalle banche, dai mille affari della politica corrotta. La camorra, invece, chiede silenzio per i suoi business non riflettori, altro che situazioni d'emergenza con i media mobilitati». In effetti Grillo, in questa dichiarazione resa al Corriere del Mezzegiorno, ha pienamente ragione. E' troppo semplice per lo stato trincerarsi dietro il malaffare per coprire le sue deficienze ed i fallimenti di una classe politica buontempona e dedita solo ed unicamente ai propri intarlazzi privati. Ma la cosa che più  ha amareggiato l'opinione pubblica nazionale sono state sicuramente le cariche della Polizia nelle discariche presidiate. Circostanze vergognose degne di una Italia libanese; essere ammazzati di botte da chi ci dovrebbe difendere dall'anti stato, dalla morte lenta e progressiva per tumori e leucemie acclarate e verificate resta una circostanza che innesca la pietà internazionale. Forse non servirà a nulla il 'Munnezza day', ma almeno farà in modo che società civile e ricerca possano confrontarsi su di un argomento per il quale hanno fallito tutti.

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venerdì, febbraio 22, 2008

Aida Yespica dice no a Berlusconi: "Non mi candido"

SIAMO AL PARADOSSO DELL'EROS-POLITICA

Questa campagna elettorale ci ha già abituati a colpi di scena e macchiette varie, ma la più esilarante di tutte è sicuramente stato l'occhiolino di Berlusconi alla bellissima Aida Yespica, la top model venezuelana salita agli onori del gossip grazie al film di Natale con De Sica e compagni. Scusate il groppo alla gola, ma io quando ho letto la notizia, riportata dal Corriere della Sera, ho fatto fatica a crederci. Mi era successo la stessa cosa con la candidatura di Mara Carfagna nelle fila di Forza Italia alle passate elezioni, ma lì almeno eisteva una congiuntura tra sinuosità delle forme ed intelligenza. Che Berlusconi voglia candiadare donne avvenenti per stuzicare gli appetiti sessuali dei maschi italiani dai 18 anni in su, questo si era capito abbondantemente; ma il cavaliere dovrebbe anche pensare ad intrufolare nelle sue liste donne che una volta raggiunto lo scranno parlamentare riescano ad essere propositive ed a lavorare e leggiferare per il bene della collettività e non semplicemente ad essere di esempio su come indossare perizomi e camminare sculettando su tacchi vertigionosissimi. Mi ritorna in mente, data l'età, l'insediamento di Ciccilina in Parlamento... Che dire, forse sarebbe meglio che l'Aida cinematografica resti al di là degli schermi e continui a far sognare gli Italiani con la presenza catodica perchè per quella parlmentare ci vogliono altre credenziali...

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