
FULMINI E SAETTE CONTRO IL "BIBOLARAFFARISMO" DI BERLUSCONI E VELTRONI. NASCE IL WEB ALTERNATIVO PER UN VOTO ALTERNATIVO.
http://www.blogdelconfronto.it/ CONTRO IL VOTO DI CASTA
Nasce on line una iniziativa che sicuramente farà discutere in questi giorni di frenetica attività pre elettorale, un portale web nel quale troviamo insieme due realtà politiche agli antipodi, ma che secondo molti rappresentano le uniche forze sul campo che possono contrastare le due blasonate caste della politica italiana che andranno sicuramente a spartirsi il Paese dal 15 aprile in poi. Simbolo editoriale dell'asinismo congenito e del "mal di tutto" è stato nominato Antonio Bassolino, attuale governatore di una Campania che sta lentamente affogando grazie alle sue smanie di grandezza e di onnipotenza. MA LEGGIAMO INSIEME:
__________________________________
I dirigenti di Bassolino. Una mandria costruita secondo le
logiche bolsceviche. Disavventura di una “poveraccia” che ha avuto il torto di sentirsi Icaro.
L’impegno preso di denunciare o raccontare, anche in maniera scherzosa, le malefatte o l’inadeguatezza dei cosiddetti dirigenti regionali cresciuti all’ombra di Bassolino che, perseguendo la logica dell’occupazione della cosa pubblica, ha sempre collocato “commissarietti” politici possibilmente di non grande spessore intellettivo, continua. Questa volta racconteremo di una pseudo dirigente della vasta area della formazione professionale, di quel settore, per intenderci, dell’amministrazione regionale praticamente privato delle funzioni per far spazio ai tanti piccoli faccendieri della galassia comunista che, al seguito della stella bassoliniana, si sono improvvisati gestori di un qualcosa che non avevano mai saputo fare se non malamente.
Torniamo alla nostra piccola eroina (piccola per pochezza di capacità, eroina perché pronta al sacrificio per “la causa” di partito s’intende). Nata semplice impiegata dell’amministrazione, senza specifiche competenze, cresce alla segreteria di un anonimo consigliere regionale, con la vocazione della passionaria strapaesana di estrema sinistra; conquista, grazie ad un concorso “bassoliniano” (che sarebbe tutto da guardare con l’ingranditore della magistratura) l’agognata qualifica di dirigente. Chiamata alla responsabilità di un Settore, grazie al suo compagno di partito assessore pro tempore, inizia, lautamente pagata, il suo percorso-“calvario”. Poveretta!, senza il suffragio di competenze, nel giro di qualche mese, incappa, da prima, nell’ostracismo dei direttori di Centro, rotti navigatori, che di lei avrebbero potuto farne polpette ma che, al limite della pensione, hanno preferito che si facesse male da sola, con il gusto un tantino malvagio di chi si diverte a veder cadere l’avversario di turno, ineluttabile vittima della propria ignoranza. In quanto dirigente, grazie a personaggi di malaffare, di cui si era improvvidamente circondata, incappa, nelle attenzione della magistratura inquirente per una vicenda di mazzette richieste dai funzionari, a lei più prossimi, al fine di rendere più soft i monitoraggi e le revisioni amministrative-contabili; riconferma nelle posizioni organizzative, malamente distribuite dai suoi predecessori, funzionari al limite della incapacità i cui meriti sono dettati unicamente dall’appartenenza di bottega; distribuisce gli incarichi per le presidenze di commissioni esaminatrici omettendo i criteri di competenza necessari per le nomine; gestisce in maniera pressappochista il suo ufficio non dando alcun riscontro scritto alle giuste istanze sollevate, nella piena legittimità, dai suoi più diligenti ed accorti funzionari; lasciandosi andare, forte della sua appartenenza politica, a vere e proprie campagne persecutorie determinando, in alcuni di essi, gravi stati di risentimento psicofisico sfociati nella scelta del pensionamento anticipato. Questo è uno dei tanti esempi di cattiva dirigenze.
COMITATO PROMOTORE della
“ROSA BIANCA di Napoli”
larosabianca.napoli@libero.it
Questo Post è pubblicato su “IL BLOG DEL CONFRONTO” all’indirizzo www.blogdelconfronto.it
Palazzo S. Lucia sede GRC – L’immondezzaio
Faraoniche sedi di rappresentanza in
Italia e all’estero, prebende attinte dalla “borsa pubblica” elargite ad artistucoli e saltimbanchi dalle dubbie “capacità”.
Questa per anni è stata l’immagine pacchiana di un bifolco salito.
Si sono accorti solo ora che il “Cacaglia” (balbuziente) di Afragola ha dilapidato centinaia di milioni di euro unicamente per crearsi la fama di grande mecenate distribuendo, con soldi non suoi, prebende ai quattro venti ed impegnandosi, in un personale pacchiano maquillage della sua immagine, per mascherare il rozzo ed incolto veterocomunista. Tutto ciò che ha fatto e prodotto, niente di buono, appartiene al suo “copione” di “cuozzo sagliuto” (uomo rozzo salito). La mania di apparire, di costruirsi una reputazione di filantropo dell’arte moderna (non poteva scegliere diversamente visto che è un campo ove tutto può essere il contrario di tutto) gli ha fatto riempire la città più bella del mondo di tanti cessi presentandoli come ineguagliabili opere d’arte. Le stesse stazioni della metropolitana cittadina conservano queste insulse vestigia che speriamo vengano rimosse nel momento in cui lui stesso verrà rimosso.
Il faraone della “munnezza” si è adoperato, tra l’altro, nella proliferazione di sontuose sedi di rappresentanze della Regione sia in Italia che all’estero, come se la Campania fosse uno stato sovrano. Quello che Paesi veramente sovrani non sono stati capaci di fare lui l’ha fatto servendosi sempre della tasca del solito contribuente. Ha aperto sedi di rappresentanza che, stante ai costi, dovevano essere, a dir poco, faraoniche ma che, nella realtà, si sono rivelate veri e propri “inganni”. Prendiamo ad esempio quella di New York: quattro stanze con accesso attraverso i locali di un “noto” bottegaio, ove parcheggiano inetti ed incapaci dipendenti lautamente pagati, o le sedi della Regione nella capitale italiana che hanno rimpiazzato una sede senza infamia e senza lode che, per decenni, ha fatto fronte alla bisogna; questo non solo per ostentare il suo maniacale e provinciale apparire, quanto per creare dirigenti, sottodirigenti e così di seguito. La sfortuna nostra è stata quella di incappare in un novello re Mida, ma che, non ha trasformato in oro ciò che toccava, ma in merda. Per questo stiamo in un mare di merda.
Luigi Malfi
Questo Post è pubblicato su “IL BLOG DEL CONFRONTO” all’indirizzo www.blogdelconfronto.it
___________________________
Che dire? Più chiaro di così! La parola d'ordine sarebbe dovuta essere 'svecchiare':le idee, la politica, gli uomini, ma a quanto pare ciò è successo solo in piccolissima parte. Tutti i simboli in gioco hanno schierato le nuove leve, ma al servizio 'portaborsaro delle vecchie volpi della politica italiana. Galoppini pronti a dire la loro in parlamento ma perchè il discorso glielo scrive il vecchietto vicino di scranno su indicazione diretta del vertice di una mela marcia che resta tale a tutti gli effetti.