domenica, marzo 30, 2008

Ciriaco De Mita: El Matador di Nusco. Per un Mastella che va c'è sempre un De Mita che torna.


Se  vero come è vero che il discepolo supera il maestro capita anche,  a volte, che il discepolo crolli ed il maestro torni ad impartire lezioni. Questo è un po quello che è successo nella politica italiana degli ultimi mesi: per un Mastella che va c'è sempre un De Mita che torna. E' quasi una regola deontologica della res pubblica tricolore. Un grande ritorno, non c'è dubbio, capitato nel momento più favorevole che potesse capitare al matador avellinese che di politica mastica da quando aspettava che spuntassero i denti del giudizio. Povero Ciriaco, non lo voleva nessuno, poi l'Unione di Centro ha pensato bene di incanalrarlo in una alleanza dove lui avrebbe potuto fungere da calamita per quell'immenso bacino elettroale formato da democristiani ed ex tali che non si riconoscono più nei due maggiori schieramenti che di democratico non hanno più nulla. De Mita sarà lo scrigno a sorpresa di Casini? Chissà! c'è pure chi sostiene che non arriveranno neppure alla soglia di sbarramento. Un fatto è certo: tutti quelli che vedono Berlusconi e Veltroni come due despota della democrazia italiana voteranno sicuramente De Mita. Tra i due litiganti, il terzo ha sempre goduto.

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sabato, marzo 29, 2008

Vista la squadra srebbe il caso che l'Italia si governasse da sola.

Questi i più rappresentativi candidati premier alla guida del nostro Paese. Ovviamente non sono tutti, mancano i Grilli parlanti, i contro abortisti e company che rappresentano, nel congruo finale, la bellazza di 15 candidati alla guida del governo italiano. Che dire, nella stori repubblicana non si era mai vista una cosa del genere, da francamente l'idea di un assalto alla bastiglia, di una spartizione a seguito di un posticipato congresso di Vienna, una sorta di corri corri per accamparrarsi qualche scranno a Montecitorio come a Palazzo Madama. Non saprei definire la cosa, ci provo ma non ci riesco, l'unica cosa che mi viene spontanea è disertare le urne. Perchè? Sarà quel pesantissimo senso di sfiducia nella politica, nelle istituzioni, nello Stato, rappresentativo solo ed unicamente di una parte del Paese, ma non di tutti. Oramai esistono Italiani di serie A,B e C, un po come il nostro glorioso campionato di Calcio, super truccato, truffaldino e di scarsissima competizione agonistica. Un po tutto nel nostro Paese ha imitato la Politica, e ve lo dice l'ultimo dei superstiti/vittime del crollo della prima repubblica, allorquando mi sono visto svanire sotto gli occhi una assunzione lavorativa a tempo indeterminato con tanto di cnl ed i presupposti di un futuro pensionamento decoroso per colpa del Sig. Antonio Di Pietro. Quella fu la prima e l'ultima volta che il sottoscritto ha annusato il regolare mondo del lavoro. Da allora, il nulla. E allora cosa dire a questi signori che si affacciano al premierato come se fosse una golosa torta alle fragole? Io sono sazio del niente, grazie del nulla che mi avete garantito come cittadino di questa Repubblica e vi auguro di cuore una ingozzata che vi conduca ad una dissenteria cornica con disidratamento.

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giovedì, marzo 20, 2008


FULMINI E SAETTE CONTRO IL "BIBOLARAFFARISMO" DI BERLUSCONI E VELTRONI. NASCE IL WEB ALTERNATIVO PER UN VOTO ALTERNATIVO.

http://www.blogdelconfronto.it/ CONTRO IL VOTO DI CASTA

antonio_bassolinoNasce on line una iniziativa che sicuramente farà discutere in questi giorni di frenetica attività pre elettorale, un portale web nel quale troviamo insieme due realtà politiche agli antipodi, ma che secondo molti rappresentano le uniche forze sul campo che possono contrastare le due blasonate caste della politica italiana che andranno sicuramente a spartirsi il Paese dal 15 aprile in poi. Simbolo editoriale dell'asinismo congenito e del "mal di tutto" è stato nominato Antonio Bassolino, attuale governatore di una Campania che sta lentamente affogando grazie alle sue smanie di grandezza e di onnipotenza. MA LEGGIAMO INSIEME:

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 I dirigenti di Bassolino. Una mandria costruita secondo le
logiche bolsceviche.
Disavventura di una “poveraccia” che ha avuto il torto di sentirsi Icaro. 

L’impegno preso di denunciare o raccontare, anche in maniera scherzosa, le malefatte o l’inadeguatezza dei cosiddetti dirigenti regionali cresciuti all’ombra di Bassolino che, perseguendo la logica  dell’occupazione della cosa pubblica, ha sempre collocato “commissarietti” politici possibilmente di non grande spessore intellettivo, continua. Questa volta racconteremo di una pseudo dirigente della vasta area della formazione professionale, di quel settore, per intenderci, dell’amministrazione regionale  praticamente privato delle funzioni per far spazio ai tanti piccoli faccendieri della galassia comunista che, al seguito della stella bassoliniana, si sono improvvisati gestori di un qualcosa che non avevano mai saputo fare se non malamente.
Torniamo alla nostra piccola eroina (piccola per pochezza di capacità, eroina perché pronta al sacrificio per “la causa” di partito s’intende). Nata semplice impiegata dell’amministrazione, senza specifiche competenze, cresce alla segreteria di un anonimo consigliere regionale, con la vocazione della passionaria strapaesana di estrema sinistra; conquista, grazie ad un concorso “bassoliniano” (che sarebbe tutto da guardare con l’ingranditore della magistratura) l’agognata qualifica di dirigente. Chiamata alla responsabilità di un Settore, grazie al suo compagno di partito assessore pro tempore, inizia, lautamente pagata, il suo  percorso-“calvario”. Poveretta!, senza il suffragio di competenze, nel giro di qualche mese, incappa, da prima, nell’ostracismo dei direttori di Centro, rotti navigatori, che di lei avrebbero potuto farne polpette ma che, al limite della pensione, hanno preferito che si facesse male da sola, con  il gusto un tantino malvagio di chi si diverte a veder cadere l’avversario di turno, ineluttabile vittima della propria ignoranza. In quanto dirigente, grazie a personaggi di malaffare, di cui si era improvvidamente circondata, incappa, nelle attenzione della magistratura inquirente per  una vicenda di mazzette richieste dai funzionari, a lei più prossimi, al fine di rendere più soft i monitoraggi e le revisioni amministrative-contabili; riconferma nelle posizioni organizzative, malamente distribuite dai suoi predecessori, funzionari al limite della incapacità i cui meriti sono dettati unicamente dall’appartenenza di bottega; distribuisce gli incarichi per le presidenze di commissioni esaminatrici omettendo i criteri di competenza necessari per le nomine; gestisce in maniera pressappochista il suo ufficio non dando alcun riscontro scritto alle giuste istanze sollevate, nella piena legittimità, dai suoi più diligenti ed accorti funzionari; lasciandosi andare, forte della sua appartenenza politica, a vere e proprie campagne persecutorie determinando, in alcuni di essi, gravi stati di risentimento psicofisico sfociati nella scelta del pensionamento anticipato. Questo è uno dei tanti esempi di cattiva dirigenze.

COMITATO PROMOTORE della
“ROSA BIANCA di Napoli”
larosabianca.napoli@libero.it

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Palazzo S. Lucia sede GRC – L’immondezzaio
Faraoniche sedi di rappresentanza in 
Italia e all’estero, prebende attinte dalla “borsa pubblica” elargite ad artistucoli e saltimbanchi dalle dubbie “capacità”.
Questa per anni è  stata l’immagine pacchiana di un bifolco salito.

Si sono accorti solo ora che il “Cacaglia” (balbuziente) di Afragola ha dilapidato centinaia di milioni di euro unicamente per crearsi la fama di grande mecenate distribuendo, con soldi non suoi, prebende ai quattro venti ed impegnandosi, in un personale pacchiano maquillage della sua immagine, per mascherare il rozzo ed incolto veterocomunista. Tutto ciò che ha fatto e prodotto, niente di buono, appartiene al suo “copione” di “cuozzo sagliuto” (uomo rozzo salito). La mania di apparire, di costruirsi una reputazione di filantropo dell’arte moderna (non poteva scegliere diversamente visto che è un campo ove tutto può essere il contrario di tutto) gli ha fatto riempire la città più bella del mondo di tanti cessi presentandoli come ineguagliabili opere d’arte. Le stesse stazioni della metropolitana cittadina conservano queste insulse vestigia che speriamo vengano rimosse nel momento in cui lui stesso verrà rimosso.
Il faraone della “munnezza” si è adoperato, tra l’altro, nella proliferazione di sontuose sedi di rappresentanze  della Regione sia in Italia che all’estero, come se la Campania fosse uno stato sovrano. Quello che Paesi veramente sovrani non sono stati capaci di fare lui l’ha fatto servendosi sempre della tasca del solito contribuente. Ha aperto sedi di rappresentanza che, stante ai costi, dovevano essere, a dir poco, faraoniche ma che, nella realtà, si sono rivelate veri e propri “inganni”. Prendiamo ad esempio quella di New York: quattro stanze con accesso attraverso i locali di un “noto” bottegaio, ove parcheggiano inetti ed incapaci dipendenti lautamente pagati, o le sedi della Regione nella capitale italiana che hanno rimpiazzato una sede  senza infamia e senza lode che, per decenni, ha fatto fronte alla bisogna; questo non solo per ostentare il suo maniacale e provinciale apparire, quanto per creare dirigenti, sottodirigenti e così di seguito. La sfortuna nostra è stata quella di incappare in un novello re Mida, ma che, non ha trasformato in oro ciò che toccava, ma in merda. Per questo stiamo in un mare di merda.
Luigi Malfi

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Che dire? Più chiaro di così! La parola d'ordine sarebbe dovuta essere 'svecchiare':le idee, la politica, gli uomini, ma a quanto pare ciò è successo solo in piccolissima parte. Tutti i simboli in gioco hanno schierato le nuove leve, ma al servizio 'portaborsaro delle vecchie volpi della politica italiana. Galoppini pronti a dire la loro in parlamento ma perchè il discorso glielo scrive il vecchietto vicino di scranno su indicazione diretta del vertice di una mela marcia che resta tale a tutti gli effetti.

 

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mercoledì, marzo 12, 2008

Ave Caesar morituri te salutant.

Il caso Ciarrapico riapre la sfrenata polemica con un passato che non vuole abbandonare la destra... ma nemmeno la sinistra.

 E' quantomai stupida ed anti storica, oltre ad essere  bieca e becera polemica di fantapolitica continuare a rispolverare le ossa di passati scheletri ben custoditi negli armadi di partito tra destra e sinistra. E' risaputo e universalmente acclarato che il comunismo ha fatto il doppio se non il triplo delle vittime della destra, ed in certi paesi del mondo continua a farne, lì dove la destra, il nazional socialismo, che per radicalizzazione di pensiero concepì in Germania il Nazismo ed in Italia il fascismo, non esiste più. Eppure il comunismo, nelle sue varianti post globalizzate di sinistra democratica fino a raggingere un livello di ipocrisia tale da chiamare la vecchia falce e martello Partito Democratico, continua in questa sciapa analisi storica solo perchè un personaggio politico ha osato salutare romanamente ed ha tessuto le lodi del ventennio italiano di Benito Mussolini. Certo è stato molto più drammatico, stupido e politicamente distruttivo per la sinistra estrema italiana urlare nelle piazze del bel paese "10, 100, 1000 Nassirya". A cosa serve, allora, vomitarsi adosso di tutto se da un estremo all'altro vivono e vegetano quelle idee che hanno reso possibile lo sterminio ebraico e le Foibe, i gulag siberiani e la repressione stalinista e cinese? Ma che ne parliamo a fare, l'Italia è la patria della demagogia perchè la politica è finita: gli arrosti sono già stati divorati dai soliti noti, a noi resta solo il fumo. 

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domenica, marzo 09, 2008

passioneSESSO: GIOVANI DISINFORMATI, ARRIVA LA GUIDA ANTI-BUFALE
Lavande vaginali a base di coca-cola, e poi rapporti sessuali rigorosamente 'in piedi' o in acqua e preferibilmente dalla durata 'lampo'. A pensare che questi possano essere metodi anticoncezionali efficaci, ed a farvi ricorso assieme ad altri rimedi fai-da-te, è incredibilmente il 30% degli adolescenti. Giovanissimi, dunque, disinformati, superficiali e spesso totalmente a digiuno di educazione sessuale. (Ansa.it)

Figli putativi di Federico Moccia, esaltati e contorti dai vari Step, Baby, tre metri sopra il cielo e cianquanta sotto terra,  i teen e preteen made in Italy sono la razza più strana e incomprensibile che il pianeta poteva consegnare alla storia. Hitler li avrebbe sicuramente posizionati tra le specie inferiori, eppure sono intelligentissimi, super tecnologici, intuitivi ed affaristi a loro modo. Per loro il ’68 è un video game, i genitori dei fratellastri rompi da sopportare fino a 18 anni, i professori dei venditori di fumo che non sballa, il sesso una stropicciata tra una canna e l'altra e la verginità un concetto astrofisico che impone la residenza su altro pianeta. Che dire di più? Il bullo è uno status symbol, la troiaggine una alternativa alla bieca esistenza parentale il tutto innaffiato di un romanticismo d'altri tempi che hanno anche il coraggio alieno di chiamare amore. Scusa se ti chiamo amore: la ciliegina sulla torta di una esistenza passata a far' arrapare coetanei, fin quando stufe dalle di cui performance, si volge lo sguardo ed il pelo al tenebroso fascino ed esperienza di letto della mezza età. Scusa se ti chiamo tr...

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