mercoledì, aprile 30, 2008

I due rami del parlamento guidati da due politici di prestigio internazionale. La domanda: che fine faranno i ministeri? L'incognita della Lega 'ciappa...ciappa'.


Renato Schifani e Gianfranco Fini, due personaggi di indubbio prestigio internazionle si sono aggiudicati, nella giornata di ieri, le presidenze del Senato della Repubblica e della Canera dei Deputati. A questo punto la domanda sorge spontanea: Tolti di torno questi due politici di lungo corso a cui, magari, sarebbe stato oculato affidare un paio di dicasteri, che fine faranno i ministeri dell'imminente governo Berlusconi? Gli accordi tra il cavaliere ed il senatur sono stati finanche troppo segreti, dopotutto la grande vittoria elettorale del PDL è strattamente legata all'esponenziale affermazione elettorale del partito di Bossi. E' semplice attendersi, quindi, che alcuni ministeri chiavi finiscano nelle mani dei 'Lumabard', sottolinendo quell'effetto domino che forse nemmeno Berlusconi si sarebbe mai aspettato. A questo punto noi ci chiediamo: dove è finito il motore separatistico made in Italy? A cosa mai potrebbe servire un federalismo fiscale se esso è in grado solo di grantire che i soldi delle tasse settentrionali restino alle Istituzioni locali? E dov'è il Mezogiorno d'Italia per queste persone candidate a guidare dicasteri nazionali che dovrebbero garantire il nord come il centro e come il sud? Ma la domanda che attanaglia di più le menti degli eccelsi editorialisti italioti è sicuramente questa: Come farà Berlusconi a mediare, risanare e suturare una questione Meridionale inaugurata da Giovanni Giolitti e che non ha mai trovto la piena volontà politico istituzionale per essere definitivamente superata? A volte quando ascolto qualche diciarazione di Umberto Bossi o del suo enturage mi vengono in mente i 'comizi' di Camillo Benso conte di Cavour, chissà perchè... Gian Battista Vico docet: corsi e ricorsi storici...

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martedì, aprile 29, 2008

Politiche e Ballottaggi: i cambi e ricambi storici di una Italia fregata e felice. La riscossa della dinastia Mastella riparte da Benevento
Dal 14 aprile scorso a tutt'oggi abbiamo assisitito ad una vera e propria rivoluzione politica nel nostro Paese che ci ha condotti da un governo di sinistra (perchè il centro non c'è mai stato) ad un governo di centro destra. I ballottggi di queste ultime ore non hnn fatto altro che ribaltare, in alcuni casi anche in maniera eclatante, consolidati monoliti sinistroidi, concedendo  Berlusconi un vittoria generale inimagginabile, moralmente e numericamente molto superiore a quella del 2001. Una minestra, francamente, già riscaldata più volte e predigerita a priori, ma il bello della democrazia sta proprio nella sovranità di chi ha le scatole piene ed ha intenzione di sostituirle. Il Popolo delle Libertà vince un po dapertutto in maniera rilevante, anche in Campania, dove la sovranità oltre ad avere avuto le scatole piene se le è dovute sorbire anche maleodoranti. Ma alla grande festa di Belusconi manca sempre una pedina, quel famoso nocciolo che si arresta tra l'esofago e la trachea e non scende e non sale. E' il caso del feudo longobardo di Benevento, il cui fetido clima politico ha riconsegnato la provincia, detta sannita, al suo vassallo doc. Non l'ha spuntata il senatore forzista Cosimo Izzo detto Mino nei confronti di uno stimatissimo professionista del software ed ex Rettore dell'Università del Sannio Aniello Cimitile. Figura rappresentativa del mondo accademico, ma dal peso specifico nullo in politica, diversamente dal senatore forzista di lungo corso. Adorabile prestigiatore, Clemente Mastella, mai dietro a carrozze funebri, impavido e scaltrissimo politico d'altri tempi che ha carpito subito il segreto del galleggiamento a vista: politicare da casa. Certo sarebbe stata una mega festa anche beneventana per Berlusconi se il buon Clemente non ci avesse messo un pezza in tempo facendo confluire la sua personale percentuale di voti in favore del professor Cimitile. E' inizita da Benevento la riscossa della dinastia Mastella? Si, è chiaro, eclatante, anzi, vi dirò, sarà completa e definitiva con il ritorno in sella del condottiero alle prossime regionali, magari come candidato presidente...

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mercoledì, aprile 23, 2008

L'amore per la fotografia, la grande passione per la professione giornalistica ed il connubio tra due fotoreporters di lungo corso ha reso possibile la nascita dell'agenzia fotogiornalistica NapoliCentrale. L'agenzia, alloggiata agli indirizzi www.fotonotizie.com (PORTALE) - www.agenzianapolicentrale.it (SITO) si occupa prevalentemente di reportage fotografici degli eventi attinenti al mondo dei media, anche se sta allargando i suoi orizzonti anche ad altre temtiche editoriali. Attiva da qualche settimana, la nuova realtà giornalistica ha già pubblicto sul portale centinaia di servizi fotografici dal 1 gennaio 2008.

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sabato, aprile 05, 2008

Berlusconi e Fini a Napoli: "Porteremo il governo a Napoli fino alla fine dell'emergenza". Napoli capitale d'Italia?


Non sarebbe affatto male, non mancano i precedenti, e Napoli resta, nel senso universale del termine, la città più bella del mondo. Napoli capitale del bel Paese? Perchè no? Sarebbe un espediente nuovo, almeno nella modernità, e di sicuro porterebbe più interesse dello Stato nei confronti di un Mezzogiorno martoriato e sottomesso alla politica malavitosa. Se non ci fossero sparuti Woodcock ad infilare il naso nel malaffare politico, rischieremmo di dover strumentare pure la nostra umile dimora ai governanti di turno. Berllusconi e Fini, ieri a Napoli, hann sottolineato la volontà del loro possibile governo, di soggiornare nella città partenopea fino a quando sarà suerata l'emergenza degrado e spazzatura. Ed io chiedo: perchè non restarci per sempre? Perchè non estirpare alla lupa ladrona ciò che potrebbe tranquillamente essere di un asinello più autoctono e senza troppe brame e nè velleità di conquista? Chissà, forse un giorno...

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