I due rami del parlamento guidati da due politici di prestigio internazionale. La domanda: che fine faranno i ministeri? L'incognita della Lega 'ciappa...ciappa'.
Renato Schifani e Gianfranco Fini, due personaggi di indubbio prestigio internazionle si sono aggiudicati, nella giornata di ieri, le presidenze del Senato della Repubblica e della Canera dei Deputati. A questo punto la domanda sorge spontanea: Tolti di torno questi due politici di lungo corso a cui, magari, sarebbe stato oculato affidare un paio di dicasteri, che fine faranno i ministeri dell'imminente governo Berlusconi? Gli accordi tra il cavaliere ed il senatur sono stati finanche troppo segreti, dopotutto la grande vittoria elettorale del PDL è strattamente legata all'esponenziale affermazione elettorale del partito di Bossi. E' semplice attendersi, quindi, che alcuni ministeri chiavi finiscano nelle mani dei 'Lumabard', sottolinendo quell'effetto domino che forse nemmeno Berlusconi si sarebbe mai aspettato. A questo punto noi ci chiediamo: dove è finito il motore separatistico made in Italy? A cosa mai potrebbe servire un federalismo fiscale se esso è in grado solo di grantire che i soldi delle tasse settentrionali restino alle Istituzioni locali? E dov'è il Mezogiorno d'Italia per queste persone candidate a guidare dicasteri nazionali che dovrebbero garantire il nord come il centro e come il sud? Ma la domanda che attanaglia di più le menti degli eccelsi editorialisti italioti è sicuramente questa: Come farà Berlusconi a mediare, risanare e suturare una questione Meridionale inaugurata da Giovanni Giolitti e che non ha mai trovto la piena volontà politico istituzionale per essere definitivamente superata? A volte quando ascolto qualche diciarazione di Umberto Bossi o del suo enturage mi vengono in mente i 'comizi' di Camillo Benso conte di Cavour, chissà perchè... Gian Battista Vico docet: corsi e ricorsi storici...






