I due dell'apocalisse rossa: Sotto le mentite spoglie del giornalisimo di cordata.
Pensavate che il comunismo fosse finito con la caduta del muro di Berlino, che la falce e martello fosse stata svenduta ad un antiquario di fortuna durante l'ultima disastrosa debacle elettorale, che il secolare tentativo di sovvertitre il sistema fosse stato incenerito dalla prematura scomparsa dei no global dal panorama sovversivo... e invece NO! Pantarei!! avrebbero detto gli Ellenisti, Transformers!! direbbero i post moderni. Tutto scorre, passa, no, assolutamente no!! Tutto si trasforma!! ecco la ricetta per vivere e rivivere le nove vite dei gatti. Per una ideologia sepolta ne corrisponde un'altra fatta di inciuci e di inchiostro, pronta a raccontare, demonizzare, intercedere affinchè il piano originario non muti. Michele Santoro ci ha abituati bene, Marco Travaglio ci sta abituando meglio, bissando il suo record di proclami. Dopo il presidente del Senato Schifani, esponente diretto del berlusconismo, il neo blasonato giornalista se la prende con l'ex ministro della giustizia Castelli: "Libro alla mano, Travaglio ha detto che «la Corte dei Conti ha chiesto a Castelli la restituzione di oltre 98 mila euro» ipotizzando per l'ex ministro della Giustizia il reato di abuso di ufficio per aver assunto una persona del suo paese alle sue dipendenze. «Non si è trattato di una condanna - ha replicato Castelli - bensì di una richiesta del procuratore della Corte dei Conti». Travaglio ha però ricordato che il procedimento è stato bloccato dal tribunale dei ministri, che non ha dato l'autorizzazione a procedere". (Il Messaggero) Quanto trattato in questa seconda puntata del 'Travaglio show', specie per quella sorta di giustizialismo ostentato dal cronista della marionette, sembra uscire da un rendiconto sull'operato di politici di sinistra, specie nel sud Italia. A questo punto, e viste le accuse esplicite rivolte da Travaglio a Castelli, noi ci chiediamo, scrivendo dal sud: per quale strano incantesimo il collega Travaglio riporta fatti attinenti all'azione politica e personale di Roberto Castelli, divenendo cieco e sordo sulle stesse modalità di un ipotizzato reato commesso e perpetrato per ben tre lustri da Antonio Bassolino? Non sarebbe stato più onesto ed eticamente più giusto menar mazzate da una parte e da un'altra a ragion veduta bipartisan? Ma l'argomento Bassolino a Travaglio non interessa: rosso per rosso è meglio sverdeggiare... A volte mi vergogno di essere un giornalista, ultimamente mi capita più spesso, specie quando sento parlare i due dell'apocalisse rossa...






